Angelica cinese – Dong Quai

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Angelica cinese - Dong Quai
Angelica cinese – Dong Quai

La angelica cinese, nota anche con il nome tradizionale Dong Quai, è uno dei rimedi vegetali più conosciuti della Medicina Tradizionale Cinese (MTC). Questa pianta officinale è stata utilizzata per secoli nella tradizione medica cinese ed è oggi conosciuta anche in Occidente come componente di numerosi preparati erboristici. Nel linguaggio tradizionale della MTC la pianta è associata in particolare alla sfera femminile, anche se il suo impiego non è limitato esclusivamente alle donne.

Il rimedio è ottenuto principalmente dalle radici della pianta, che nella tradizione erboristica cinese vengono essiccate e utilizzate nella preparazione di decotti o altri preparati. Nella letteratura tradizionale il Dong Quai è spesso associato al sostegno dell’equilibrio dell’organismo e alla regolazione di alcune funzioni fisiologiche, in particolare quelle legate al ciclo mestruale e alla menopausa. Per questo motivo la pianta è talvolta indicata con l’espressione simbolica di “pianta delle donne”.

Nella pratica erboristica tradizionale, tuttavia, il rimedio può essere utilizzato anche da entrambi i sessi e viene descritto come una pianta utile al sostegno della funzione digestiva e della circolazione. Nella tradizione della Medicina Cinese alcune piante medicinali possiedono inoltre un significato simbolico e rituale, legato alla loro lunga storia d’uso nella cultura asiatica.

L’Atlante dei punti di agopuntura online ha finalità informative, culturali e formative e non sostituisce in alcun modo la valutazione o l’intervento del medico.


Angelica cinese: descrizione botanica della pianta

La angelica cinese appartiene alla famiglia botanica delle Apiaceae (Ombrellifere), una famiglia di piante aromatiche caratterizzata dalla tipica disposizione dei fiori a forma di ombrella. Alla stessa famiglia appartengono numerose piante note anche nella cucina e nella fitoterapia occidentale, come carota, prezzemolo, coriandolo, aneto, cerfoglio, sedano, anice e cumino.

Si tratta di una pianta erbacea perenne che può raggiungere anche i due metri di altezza. Il fusto è generalmente rossastro, robusto, scanalato e cavo all’interno, con numerose ramificazioni. Le foglie sono alterne, ampiamente divise e generalmente bi- o tri-pennate, di colore verde intenso sulla pagina superiore e più chiaro su quella inferiore.

I fiori sono generalmente bianchi o verdastri, talvolta leggermente rosati, e sono riuniti in ombrelle composte con numerosi raggi. Le infiorescenze si sviluppano alla sommità degli steli.


Angelica cinese: frutti e radice utilizzata nella tradizione erboristica

I frutti della pianta sono achenî allungati, di colore marroncino, dotati di piccole ali e contenenti due semi. Il sistema radicale è costituito da una radice fittonante carnosa, di dimensioni considerevoli, spesso accompagnata da un rizoma sviluppato.

Nella tradizione erboristica la parte maggiormente utilizzata è proprio la radice essiccata, che rappresenta la cosiddetta droga vegetale della pianta.

La radice di angelica si presenta generalmente in frammenti di colore grigio-bruno all’esterno, con solchi longitudinali. All’interno si osserva un xilema giallastro con striature radiali e la presenza di canali secretori nella corteccia. La droga vegetale può includere anche porzioni di rizoma.

L’odore della radice è fortemente aromatico e speziato, mentre il sapore è inizialmente aromatico e successivamente piccante e leggermente amaro, con una sensazione persistente.

Come per molte piante medicinali, possono verificarsi sofisticazioni o contaminazioni con radici appartenenti ad altre specie della stessa famiglia botanica, come alcune specie dei generi Levisticum o Pimpinella.

Grazie al profumo intenso dei fiori e alla produzione di nettare, la pianta è inoltre considerata una buona specie mellifera, apprezzata dagli insetti impollinatori.


Angelica cinese: nomi tradizionali e denominazioni del rimedio

La pianta conosciuta come angelica cinese possiede numerose denominazioni, utilizzate in contesti botanici, erboristici o tradizionali differenti.

In ambito terapeutico tradizionale la parte utilizzata è la radice essiccata, indicata con la denominazione latina Radix Angelicae. Le radici destinate alla preparazione del rimedio vengono generalmente raccolte nel periodo autunnale.

Tra i nomi più diffusi della pianta e del rimedio si trovano:

  • Angelica sinensis

  • Angelica cinese

  • Dong Quai

  • Tang Kuei

  • Radix Angelicae

  • Angelica polymorpha

  • Angelica archangelica

  • Arcangelica

Queste denominazioni possono talvolta riferirsi a specie botaniche differenti o a tradizioni erboristiche diverse.

Quali sono le caratteristiche indicate dalla tradizione cinese?

angelica cinese
angelica cinese

Le descrizioni antiche del Dong Quai appartengono al linguaggio teorico della Medicina Tradizionale Cinese (MTC) e devono essere lette all’interno del suo sistema concettuale. La MTC utilizza infatti criteri interpretativi, convenzioni di valore e categorie descrittive differenti rispetto alla medicina scientifica contemporanea. Per questo motivo, la comprensione delle fonti classiche relative all’Angelica cinese richiede una conoscenza almeno di base del lessico e del modello teorico della tradizione medica cinese.

Secondo la tradizione, la Radix Angelicae possiede un comportamento termico caldo. Nella MTC anche il sapore di un rimedio riveste un’importanza interpretativa significativa, poiché contribuisce a definirne la collocazione teorica e le possibili applicazioni tradizionali. Il Dong Quai viene generalmente descritto come amaro, dolce e piccante, caratteristiche che, nel linguaggio tradizionale, concorrono alla sua attribuzione a specifiche orbite funzionali.


Angelica cinese e orbite funzionali nella MTC

Nel modello teorico della Medicina Tradizionale Cinese, una orbita funzionale non coincide con il singolo organo anatomico della medicina moderna, ma indica un insieme coerente di funzioni, tessuti, relazioni simboliche e attività dell’organismo.

Secondo la tradizione, il Dong Quai è posto in relazione soprattutto con l’orbita funzionale del fegato, e in modo secondario con le orbite funzionali di cuore e milza-pancreas. Nel linguaggio simbolico della MTC, tali relazioni vengono ulteriormente collegate alle fasi evolutive: la connessione con il fegato è riferita alla fase legno, mentre la relazione con cuore e milza-pancreas viene riferita alle fasi fuoco e terra.

Queste attribuzioni appartengono al sistema teorico tradizionale e non devono essere interpretate come equivalenti diretti delle categorie anatomiche o fisiologiche della medicina contemporanea.


Angelica cinese secondo la tradizione: effetti attribuiti

Nella letteratura tradizionale cinese, la radice di Angelica sinensis è descritta come un rimedio capace di sostenere il Hsüeh, termine che nel lessico classico viene generalmente tradotto come sangue all’interno del quadro concettuale della MTC.

Al rimedio vengono tradizionalmente attribuite azioni di:

  • armonizzazione del ciclo mestruale

  • supporto in alcune condizioni dolorose

  • impiego in formule rivolte alla sfera ginecologica

  • utilizzo tradizionale in preparazioni collegate alla circolazione e al recupero dopo eventi traumatici

Nelle ricette tradizionali, il Dong Quai compare frequentemente in associazione con altri rimedi. Tra le indicazioni riportate nelle fonti classiche o nella tradizione erboristica si ritrovano, in particolare, riferimenti a:

  • irregolarità del ciclo mestruale

  • dismenorrea

  • algomenorrea

  • amenorrea

  • metrorragia

  • menorragia

  • menopausa

  • condizioni associate a ematomi o traumi

  • alcune forme di dolori muscolari

  • stipsi in specifici quadri tradizionali

Queste indicazioni appartengono alla tradizione erboristica e medica cinese e non sostituiscono in alcun modo la valutazione clinica individuale.


Angelica cinese: controindicazioni e cautele

Anche per i rimedi vegetali tradizionali è importante considerare controindicazioni, interazioni e precauzioni d’uso.

Secondo la tradizione cinese, il Dong Quai non è indicato in alcuni quadri descritti come condizioni di pienezza con diarrea. Sul piano della sicurezza d’uso contemporanea, la letteratura divulgativa e fitoterapica segnala inoltre la necessità di particolare cautela in presenza di:

  • terapia con anticoagulanti

  • assunzione di estrogeni

  • uso di contraccettivi

  • terapie antipertensive

  • condizioni cliniche sensibili agli ormoni, come alcune forme di endometriosi, fibromi uterini o alcuni tumori ormono-sensibili

La radice è generalmente descritta con prudenza anche in gravidanza, e talvolta viene segnalata la possibilità di fotosensibilità in soggetti predisposti.

Poiché il profilo di sicurezza può variare in base alla dose, alla qualità del prodotto e alle condizioni individuali, l’uso del rimedio deve essere valutato con attenzione da un professionista qualificato.


Angelica cinese secondo la farmacologia moderna

Le piante medicinali provengono da tradizioni molto antiche, ma nel tempo sono state oggetto di studio anche con strumenti della farmacologia moderna. Nel caso del Dong Quai, la letteratura fitoterapica e sperimentale descrive diversi possibili ambiti di interesse biologico, pur con limiti che dipendono dalla qualità degli studi disponibili.

Tra le attività più frequentemente attribuite in letteratura al rimedio si ritrovano riferimenti a possibili proprietà:

  • di supporto alla regolarità del flusso mestruale

  • di interesse nella menopausa

  • antispastiche

  • antiossidanti

  • di supporto alla circolazione

  • con possibili effetti su alcuni aspetti della funzione vascolare

In ambito divulgativo vengono talvolta citati anche riferimenti a fertilità, anemia, pallore, astenia o palpitazioni. Tuttavia, queste affermazioni richiedono sempre prudenza, perché non equivalgono a indicazioni terapeutiche validate in modo uniforme per tutti i contesti clinici.


Angelica cinese: principali componenti chimici

Secondo la letteratura fitochimica, la radice di Dong Quai contiene una frazione di olio volatile e numerosi composti bioattivi. Tra quelli più spesso menzionati si trovano:

  • ligustilide

  • n-butilftalide

  • n-butilidenephthalide

  • acido ferulico

  • acido nicotinico

  • acido succinico

Sono inoltre riportati in letteratura:

  • fitosteroli

  • vitamine e micronutrienti in quantità variabili

  • sesquiterpeni

  • ftalidi

  • composti riconducibili al gruppo delle furocumarine

  • altri costituenti aromatici e fenolici

In sintesi, i principali gruppi di sostanze generalmente associati al rimedio comprendono:

  • terpeni

  • lattoni macrociclici

  • ftalidi

  • furocumarine

  • composti di natura fenolica

  • fitosteroli

La composizione può comunque variare in relazione alla specie botanica, alla qualità della droga vegetale e al metodo di lavorazione.


Angelica cinese e Angelica europea

Una variante europea è nota come Angelica archangelica o Angelica officinalis Hoffm.. Anche questa specie vanta una lunga tradizione erboristica in Europa ed è stata storicamente impiegata in relazione alla circolazione, ad alcuni disturbi digestivi e a problematiche legate alla sfera femminile.

Nella tradizione erboristica europea, l’angelica è stata spesso associata ad altre piante con profilo aromatico e digestivo, come camomilla, luppolo, salvia, achillea, melissa e agnocasto.

Va però ricordato che Angelica sinensis e Angelica archangelica non sono la stessa specie, anche se appartengono a un ambito tradizionale simile e condividono alcune analogie d’uso nella cultura erboristica.


Angelica cinese: etimologia e significato simbolico

Il termine angelica richiama etimologicamente l’idea di un messaggero o di un nunzio. Nella tradizione europea, la pianta è stata spesso interpretata come un vegetale associato a una protezione dall’alto, quasi a evocare un messaggio di custodia o di soccorso.

La denominazione sinensis indica invece semplicemente la provenienza cinese della specie osservata.

Nella variante arcangelica, il nome rafforza ulteriormente questa simbologia. In molte tradizioni erboristiche occidentali, l’angelica è stata considerata una pianta di protezione, soprattutto in relazione alla fragilità umana, alla malattia e alle difficoltà della vita.

Nel caso del Dong Quai, alcune interpretazioni culturali e simboliche lo hanno inoltre collegato alla sfera femminile, al riequilibrio del ciclo e alla protezione nei passaggi delicati della vita riproduttiva.


Angelica cinese e dimensione sacra

L’angelica possiede, in Europa, una lunga tradizione legata al sacro e alla spiritualità. La pianta veniva coltivata in contesti monastici ed era considerata preziosa sia per le sue proprietà aromatiche sia per il valore simbolico attribuitole.

Per questo motivo, in molte tradizioni cristiane ed erboristiche, l’angelica è stata chiamata “Erba degli Angeli”, quasi a suggerire una provenienza benevola o protettiva.

La sua coltivazione documentata in Europa risale almeno al tardo Medioevo e al Rinascimento, ma il suo commercio era noto anche in epoche precedenti. In ambito monastico la pianta entrò inoltre nella composizione di vari preparati erboristici e liquori medicinali.


Angelica e tradizione cristiana

Nella tradizione leggendaria cristiana, l’angelica è stata associata a rivelazioni attribuite a figure angeliche, in particolare all’arcangelo Michele e talvolta all’arcangelo Raffaele. Secondo alcune leggende, sarebbero stati proprio gli angeli a indicare agli uomini le virtù della pianta.

Nel Medioevo l’angelica fu considerata una sorta di panacea erboristica, impiegata contro molte malattie e anche come rimedio protettivo nei periodi di epidemia. In questo contesto storico-culturale la pianta acquisì anche una fama apotropaica, cioè di protezione contro influenze maligne o negative.

Nella tradizione conventuale, l’angelica compare anche in preparazioni celebri come l’acqua delle Carmelitane, spesso in associazione con altre erbe aromatiche come la melissa. Anche i Benedettini la utilizzarono in ricette erboristiche e nella composizione di liquori.

Questi riferimenti hanno soprattutto un valore storico e culturale.


Angelica cinese: uso corretto e somministrazione

L’uso improprio dei rimedi fitoterapici, soprattutto in regime di autosomministrazione, può comportare errori di scelta, di dose e di indicazione. Questo vale anche per i prodotti naturali di lunga tradizione.

Per questo motivo, la presente scheda ha finalità esclusivamente informative. La conoscenza delle proprietà tradizionali e della storia d’uso del Dong Quai può rendere il paziente più consapevole, ma non sostituisce la valutazione individuale.

L’eventuale utilizzo della Angelica cinese dovrebbe essere considerato soltanto all’interno di una corretta relazione medico-paziente o con il supporto di un professionista qualificato esperto in fitoterapia o agopuntura. La prevenzione, la diagnosi e il trattamento delle malattie richiedono infatti sempre una valutazione clinica appropriata, eventuali accertamenti e un monitoraggio adeguato.


Contesto teorico:

Per comprendere meglio il contesto teorico in cui si colloca lo studio dell’agopuntura nella Medicina Tradizionale Cinese, può essere utile consultare anche alcune voci dell’Atlante dei punti di agopuntura, come ad esempio:


Approfondimenti:

Per chi desidera collocare lo studio dell’agopuntura all’interno di un percorso clinico o formativo strutturato, sono disponibili contenuti dedicati, distinti dalla presente scheda descrittiva:

👉 Formazione medica in agopuntura → corsodiagopuntura.it
👉 Applicazioni cliniche dell’agopuntura → Agopuntura Montemario


Nota editoriale

Le informazioni presenti in questa scheda, sui rimedi associati ai trattamenti con agopuntura, fanno parte di un atlante divulgativo dei punti di agopuntura, redatto con finalità culturali e formative. La descrizione di un singolo rimedio ha lo scopo di favorire la comprensione teorica della medicina tradizionale cinese e non costituisce in alcun modo indicazione terapeutica.

La pratica dell’agopuntura  e la prescrizione di rimedi richiede una valutazione medica globale, competenze specifiche e un inquadramento personalizzato del singolo caso. In Italia l’agopuntura è riservata esclusivamente a medici abilitati. Chi desidera approfondire l’agopuntura in ambito clinico è invitato a rivolgersi a professionisti qualificati.

Autore:
Fabio Farello,  Medico Chirurgo


Bibliografia:

Le informazioni presenti in questa scheda sui rimedi associati all’agopuntura fanno parte dell’Atlante e si ispirano in larga misura agli studi, lavori e insegnamenti del  Prof. Manfred Porkert, tra i principali interpreti occidentali della medicina tradizionale cinese classica.

La bibliografia completa dell’atlante è consultabile nella pagina dedicata.

👉 Bibliografia dell’Atlante di Agopuntura

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