Contaminazione chimica degli alimenti

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La Coldiretti presenta una black list che riguarda la contaminazione degli alimenti con tossici. La black list è basata sulle analisi condotte dall’Agenzia europea per la sicurezza alimentare (Efsa) e valuta prodotti chimici non consentiti negli alimenti. Secondo la Società Italiana di Allergologia, Asma e Immunologia Clinica SIAAIC  ogni italiano, anziani e bambini compresi, ogni anno mangia  oltre ai tossici anche in media  un chilo di “prodotti chimici consentiti”  ovvero additivi alimentari. SI tratta di  oltre tremila sostanze chimiche e estranee alla vita diverse che troviamo in diverse proporzioni nel cibo da supermercato.  La presenza di chimica consentita e chimica non consentita negli alimenti è causa di malattie gravi e determina dolore oltre ad essere un costo sanitario.  Certamente quello che si risparmia a mangiare cibo da supermercato è ampiamente surclassato dai costi sanitari che ne derivano. Il buonsenso  richiederebbe di intervenire in modo energico sulla presenza consentita e non consentita di chimica nel cibo che mangiamo tutti i giorni.

Nella blacklist degli orrori stilata da Coldiretti si osservano al vertice i seguenti alimenti:

  1. broccoli provenienti dalla Cina . contaminazione con tossici nel 92% del campioni
  2. prezzemolo proveniente del Vietnam contaminazione con tossici nel 78% dei campioni
  3. basilico proveniente dall’India che  contaminazione con tossici nel 60% dei campioni.

La conquista della vetta della classifica della contaminazione del cibo da parte della Cina non è un caso poiché il gigante asiatico è il luogo presumibilmente più sporco del pianeta. Nei broccoli cinesi si trovano  pericolose micotossine, additivi e coloranti al di fuori dalle norme di Legge.  Su un totale di 2.967 allarmi per irregolarità segnalate in Europa, ben 386 (15%) hanno riguardato il gigante asiatico.  Per premiare questo impeccabile curriculum l’Italia nello stesso hanno delle segnalazioni indicate, ha praticamente quadruplicato (+379%) le importazioni dalla Cina di concentrato di pomodoro. Il quantitativo importato ha raggiunto circa il 10 per cento della produzione nazionale in pomodoro fresco equivalente. Un piatto di spaghetti al pomodoro e basilico su dieci è praticamente cinese.

La presenza di additivi chimici consentiti e per questo non di certo salubri è ancora più inquietante se possibile. Gli additivi alimentari in uso, come conservanti, stabilizzanti, coloranti, sono circa 360, e considerando anche gli aromi e gli stimolanti organolettici sono oltre 3000 le sostanze chimiche “estranee” alla vita biologica aggiunte al cibo. Questi ultimi servono per fare apparire il cibo da supermercato come appetibile. I cittadini europei in confronto agli italiani sono messi peggio, perchè mangiano anche più sporco. Uno dei contenziosi non dichiarati tra Europa e Italia è la potenzialità dell’Italia del settore agroalimentare. In Europa si pensa invece che il mangiar “sporco ” possa risultare conveniente ed è meglio non menzionare le motivazioni. Per sopravvivere in un mondo nel quale i valori sono da tempo dispersi, meglio  contenere il supermercato e cercare il rapporto diretto con chi coltiva ancora la terra. Un agricoltore che  produce cibo sano, deve essere remunerato proporzionalmente, perchè ci salva dalle malattie.