Cantone : la sanità legata alla criminalità organizzata e alla politica

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Il presidente dell’Autorità nazionale anticorruzione Raffaele Cantone ha evidenziato come la sanità pubblica sia  legala alla politica e alla criminalità organizzata.  Cantone intervenendo al congresso delle Società scientifiche di chirurgia italiane, ha citato gli scioglimenti delle Aziende ospedaliere e delle Asl solo come un esempio di come i vertici delle strutture sanitarie siano sottoposti alla forte influenza della politica, che non di rado comporta una interazione strutturata con la  criminalità. Le centrali uniche di acquisto in sanità, proposte dalla politica stessa come soluzione, rischiano a loro volta di diventare i enormi centri di potere nelle mani sbagliate. Il quadro che si ricava da questa esposizione è sconcertante. Si è consolidata la prassi, peraltro non solo in Italia, di considerare la “volpe” il custode del pollaio. Cantone osserva questa desolante situazione dal lato della Legge, ma è necessario anche fare considerazioni in merito alla qualità del servizio salute offerto al cittadino. Appare infatti inversomile che la politica e la criminilità organizzata possono prendere decisioni che riguardino la salute pubblica.

La situazione che evidenzia Raffaele Cantone non è un problema italiano e circoscritto a limitate aree fuori dal controllo delle forze dell’ordine. Il legame tra salute pubblica, politica e criminalità è un problema in tutti i continenti anche se con differenti intensità di espressione. Certamente è opportuno che  le forze dell’ordine siano maggiormente presenti nel comparto della salute, magari dotate di strumenti più incisivi sulle scelte sanitarie operate. Purtroppo non sarà con maggiori controlli e repressione, che si potrà mai riparare ad un errore metodologico imperdonabile. Non si può affidare la propria salute, ma occorre una crescita di informazione e coscienza da parte di tutti. La salute è una responsabilità personale inderogabile. Affidare la propria salute a terzi nel contesto indicato, non è sempre atto di fiducia, ma può diventare una abdicazione del diritto naturale ad una vita sana. Uno stato moderno è composto da politici che, indipendemente da una ipocrita colorazione di partito, rispondono tutti ad unica logica di potere. Per eleggere un politico le risorse economiche e le  necessarie influenze, provengono inesorabilmente dalla finanza, dalla criminalità o da entrambe.

Una politica che delibera in materia salute, stanzia capitali per la ricerca, distribuisce incarichi di prestigio medico, influenza la formazione e l’esercizio della professione capillarmente non  sempre è libera dalla logica finanziaria e\o criminale che la ha generata. L’atto medico negli ultimi cento anni si è gradualmente trasferito dal relazione medico paziente, alla relazione tra politica, criminalità e finanza.. La situazione della sanità pubblica non è facilmente sanibile tramite un maggior controllo e repressione operato dalla forze dell’ordine. Non si tratta peraltro di un problema circoscritto all’Italia. Occorre un salto di qualità nella consapevolezza di tutti i pazienti e cittadini sani. La salute non si delega, ma è una responsabilità individuale. Occorre trattare l’offerta dei servizi sanitari con maggiore coscienza. Ogni paziente deve raccogliere informazioni  sulla offerta salute che riceve e operare scelte consapevoli, cessando la delega o la fiducia cieca nei riguardi del proponente.