Bambino abbandonato nel bosco

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Come in un miracolo  il  bambino abbandonato nel bosco in Giappone il 28 05 2016 è sopravvissuto alla terribile punizione per sei giorni ed è stato ritrovato il 02 06 2016. Yamato Tanooka ha sette anni  è in condizioni relativamente buone ed è sopravvisuto da solo per un tempo lungo, senza aiuti,  acqua o cibo, come solo la forza dei bambini può consentire. I genitori avevano ammesso di averlo abbandonato per punizione, perché aveva lanciato pietre ad auto e persone. Quando erano tornati a prenderlo, non lo avevano più trovato. Questa vicenda ha fatto il giro del mondo, mentre alla morte quotidiana di bambini innocenti tale mondo è quasi assuefatto, perchè stimola le memorie che ognuno di noi porta riguardo alla origine della umanità. L’abbandono e la perdita grautita di protezione materiale e spirituale è presente in tutte le religioni, nei miti e nelle fiabe. La vicenda del bambino abbandonato nel bosco risveglia in ognuno subito la memoria dolorosa  della genesi umana come privazione gratuita di protezione genitoriale.

Il padre di Yamato Tanooka è solo un genitore sconsiderato che con la sua deprecabile vicenda irrora i media con un psicodramma plantario. Il ritorno di reazioni che questo genitore ha patito negli ultimi giorni possiamo solo immaginarlo, ma deve aver aperto  un barlume di coscienza, almeno questo si spera ascoltando le sue parole in tipico stile di autoaccusa giapponese:    “Il mio atto eccessivo ha costretto mio figlio ad avere un tempo doloroso. Mi scuso profondamente con le persone della sua scuola, con le persone delle operazioni di ricerca, e con tutti quanti per aver creato problemi”. Della madre del bambino abbandonato non son note le dichiarazioni, pur avendo avuto il caso risalto in tutto il mondo. Questo giudizio implicito già espresso da chi la vicenda sui media racconta,  sostiene ancor più la tesi che nelle memorie collettive, fu il padre a tradire il figlio e non la madre.  Le pubbliche scuse non consentiranno comunque ad entrambi i genitori almeno una indagine per negligenza. Il bambino abbandonato nel bosco è stato ritrovato da un soldato che doveva fare dei lavori in un edificio in disuso. Entrando in tale edificio ha visto il bambino, che gli ha subito detto dia aver fame e il militare gli ha dato acqua, pane e polpette di riso. Yamato Tanooka è in buona salute, ma ha sopravvisutto l’orrore dell’abbandono, quando nessuno ormai lo sperava, evidenzianto la forza di cui è denotato e forse anche un pò di fortuna.

Lo psicodramma del bambino abbandonato nel bosco può essere rappresentato in tanti altri modi e la storia dell’umanità, in tutte le culture ha variegato la narrazione, senza disperderne il senso profondo. Una delle rappresentazione più diffuse è la genesi biblica.    Adamo e Eva sono i bambini della odierna umanità. Dopo essere stati creati, amati e protetti, per la trasgressione ad una regola, esattamente come nel bambino abbandonato nel bosco, sono cacciati dal paradiso terrestre, perdendo i riferimenti materiali e spirituali. Tra i vari danni patiti da Adamo e Eva  si osserva l’instaurarsi definitivo di una relazione di diffidenza nei confronti del loro genitore, la riduzione della durata della vita biologica e l’ingresso del dolore nella loro esistenza. Questi danni saranno in seguito distribuiti a tutta l’umanità che disciende da quel gesto iniziale tutt’altro che simbolico. Siamo tutti lieti che Yamato Tanooka non sia stato violentemente ridotto nella aspettativa di vita, ma certamente la sua infanzia è terminata e la relazione con i propri genitori non sarà mai più spontanea.  Il bambino abbandonato nel bosco insieme all’inconscio di tutti gli altri esseri umani cercano  e cercheranno un recupero  a ciò che è successo, ma temo sia un processo più difficile di quello che comunemente si immagina.