DPTS, disturbo post-traumatico da stress

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ll DPTS o disturbo post traumatico da stress indica in medicina le conseguenze cliniche dovute alla esposizione ad un evento traumatico, catastrofico o violento. Il disturbo post traumatico è pertanto la conseguenza di un evento drammatico reale e non soltanto risentito dal paziente. Il risentito emotivo consente pertanto la reazione, ma non la genera mai senza la coincidenza di un dramma reale. La malattia si manifesta pertanto in una parte delle persone esposte ad esperienze estreme. Pur volendo e potendo definire una esperienza estrema in tutti i contesti possibili, il DPTS è principalmente associato alla guerra e alla perdita di ogni limite biologico connesso alla violenza espressa.

Il DPTS è pertanto soltanto una nuova parola per rinominare le nevrosi e psicosi da guerra, descritte fin dalla antichità. Sono però le guerre moderne, ovvero quelle che sono avvenute con l’intervento dei farmaci e della chimica ad aver aumentato drammaticamente il numero dei casi riscontrati.  A quel punto ipocritamente si è cambiato nome al fenomeno e si svilupparono “trattamenti”  per  consentire al personale militare di operare in contesti che non lo consentirebbero. La guerra in tutte le sue espressioni non è parte della fisiologia umana, ne un fenomeno che si possa definire spontaneo o possibile. La violenza esiste in natura per garantire la sopravvivenza. I comportamenti biologici sono però denotati da comportamenti ritualizzati, che mai tracimano oltre una efficienza di scopo. La violenza delle guerre moderne condotte con chimica e farmaci è un fenomeno esobiologico,  tale da compromettere il corretto funzionamento del sistema nervoso di coloro che ne sono implicati. I farmaci sono somministrati ai soldati per indurre comportamenti disumani e ai prigionieri per farli parlare. La guerra chimica introdotta in vario modo nello scenario bellico è l’arma più temibile e drammaticamente attuale.  Molti sono i governi  che si affrettano a dichiararsi contrari, ma la saggezza popolare insegna che la prima gallina che canta ha fatto l’uovo.

L’esordio di farmaci e chimica nella induzione e esercizio della guerra  è l’orribile palcoscenico del primo conflitto mondiale e cresce di mezzi e intensità con le atrocità applicate nel conflitto del Vietnam. Chimica e farmaci sono coinvolti in comportamenti che esulano dal contenzioso territoriale sottostante e minacciano direttamente la natura umana deformandola. Il DPTS è solo un piccolo aspetto di cosa può avvenire nell’uomo quando si violano i limiti biologici della sopportazione. Il DPTS viene successivamente  ridefinito come possibile risposta di un soggetto ad un  qualsiasi altri evento critico abnorme terremoti, incendi, nubifragi, incidenti stradali, incidenti di volo, attentati, abusi sessuali, atti di violenza subiti o di cui si è stati testimoni. La ridefinizione è basata sulle analogie  indubbie nella sofferenza espressa e sulla necessità politica di estendere le cause del disturbo da quelle belliche a tutte le altre possibili. Sebbene un DPTS possa essere indotto in vario modo, si osserva però che quando gli eventi drammatici sono connessi a chimica e farmaci, i danni nel paziente acquisiscono una maggiore permanenza lasciando presupporre una componente fisica della lesione. Occorre prendere coscienza che il mondo dei farmaci e della chimica è connesso a diversi interessi oltre quelli ufficialmente dichiarati.