Alluminio – Difendersi dalla chimica

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L’alluminio è l’elemento chimico di numero atomico 13 , un metallo duttile color argento che si dovrebbe trovare in natura, ma non certo nel cibo e nel corpo umano.  L’alluminio è purtroppo presente nel nostra alimentazione, nelle acque e nel suolo come conseguenza di nefaste attività umane lecite o illecite.  La maggioranza delle persone soffre di un certo grado di intossicazione da alluminio,  di cui la neurotossicità e l’infertilità possono essere le più probalibili conseguenze fisiche, quando la dose raggiunta superasse certi limiti..  L’alluminio viene usato in molte industrie per la fabbricazione di milioni di prodotti diversi ed è molto importante per l’economia mondiale. L’ alluminio è utilizzato nello scatolame, nelle pentole, nella confezione, nella preparazione e conservazione del cibo. L’allumino è sopratutto la componente principale delle scie chimiche, utilizzate da organizzazioni sovranazionali per apportare le modifiche climatiche sotto gli occhi di tutti e senza che nessun governo osi obiettare.

Una volta disperso l’alluminio nei cieli, ricadendo sul terreno, entra nella catena alimentare e per il tramite di acqua, vegetali e animali anche nel corpo degli esseri umani. Nel corpo umano questo metallo contribuisce,  dopo aver modificato il clima e insieme ad altri tossici, alla fragilità della salute umana. Uno studio condotto dai ricercatori dell’Università americana di Sharjah, ha evidenziato che le quantità di metallo rilasciate negli alimenti sarebbero troppo elevate e dunque rischiose. Nella ricerca medica l’alluminio è stato associato all’ osteoporosi e all’Alzheimer.  Persino l’OMS Organizzazione mondiale della sanità, ha dichiarato che non è normale che l’uomo ingerisca metalli, ma si considera un limite massimo per la sicurezza pari a 40 mg di metalli al giorno. I cibi cotti al cartoccio potrebbero contenerne molto di più, pertanto evitare la carta di alluminio, le pentole di alluminio, lo scatolame e l’acqua da bere non analizzata riguardo all’alluminio, sono da considerare il minimo per una condotta protettiva in un contesto talmente degradato.

Altre fonti da considerare con cautela sono i farmaci, che possono essere una delle maggiori fonti di alluminio: aspirina tamponata, farmaci contro la diarrea,  antiacidi e prodotti per l emorroidi, possono contenerlo.  L’alluminio è spesso aggiunto ai prodotti per l’igiene, come gli antitraspiranti e i bagnoschiuma.   Negli Stati Uniti  si utilizzano nel cibo sali come i fosfati di sodio e alluminio.  Essi si aggiungono a torte, minestre, pasta surgelata, pancake mix, farine autolievitanti, formaggio fuso, cibi a base di formaggio e birra.  Una singola fetta di formaggio fuso confezionata singolarmente può contenere fino a 50 mg di alluminio, ovvero ben oltre il limite giornaliero indicato dall’OMS.

La terapia, la cosmesi, l’igiene, la produzione del cibo e l’ambiente sono letteralmente invasi da prodotti chimici. La massiccia presenza di questi prodotti chimici è connessa a effetti collaterali e danni da conoscere per poter attuare strategie tese a ridurre il loro impatto sulla salute. Conoscere i prodotti chimici consente ai consumatori di minimizzare quando e se possibile il loro impatto sulla salute e sul benessere della persona e dell’ambiente. La qualità di vita dipende ogni giorno di più dalla capacità culturale del singolo soggetto per riconoscere in che modo egli è esposto alla chimica, soprattutto quella dannosa, consentendogli un minimo di autodifesa. Gli alimenti, le terapie, i prodotti per l’igiene e i cosmetici possono essere scelti dal consumatore o paziente con l’obiettivo primario di ridurre carichi impropri dannosi alla salute e di vivere in una corretta relazione con gli altri.