Agopuntura e Omotossicologia:  Capitolo 11 pag. 281

estrazione

In tutti i casi è opportuno che l’operatore tocchi, senza inquinare il sito del trattamento, la parte metallica dell’ago con un dito. Questo prima di terminare l’estrazione dell’ago.
A differenza dell’Agopuntura classica, nella Omotossipuntura è da valutare l’isolamento elettrico tra operatore e paziente. La siringa e parte dell’ago sono infatti costituite da materiale non conduttivo.
Pertanto, quando è tecnicamente possibile, senza causare infezioni, è necessario toccare l’ago iniettivo in fase di estrazione, per garantire la messa a terra dello stesso. Si consiglia, per non attenuare il senso di questa manovra, che l’operatore non porti scarpe con suole di gomma. L’ago di agopuntura è un dipolo elettrico, in quanto costruito con due metalli diversi, tramite la mano dell’operatore in fase di manovra, avviene la messa a terra.

Un ago iniettivo è costituito da un unico tipo di materiale conduttivo. Ma il rimedio omotossicologico è anche un conduttore.
Pertanto mentre si infiltra un rimedio omotossicologico e si manipola l’agopunto, si realizza comunque un dipolo elettrico. Pertanto sfiorare l’ago iniettivo al termine della manovra, è necessario per completare la similitudine con l’Agopuntura Classica. Queste modalità di lavoro sono riservate ad operatori esperti e a circostanze operative che lo consentono.
Il minimo richiesto, perché la tecnica omotossipunturale sia efficace, è la corretta scelta della sequenza di agopunti e della sequenza di rimedi omotossicologici. L’infiltrazione superficiale e profonda degli agopunti, avviene dopo l’Obtentio Ch’i. Spesso la tecnica di fare un ponfo, prima di iniettare in profondità, suscita un riflesso cutaneo per il quale l’operatore ha come l’impressione che qualcosa trattenga l’ago dalla sua capacità di ruotare sull’agopunto.

Da osservazioni storiche, si presuppone che i primi aghi di agopuntura, furono costruiti con schegge di osso imbibite di acqua per ottenere la conduzione elettrica. Sul piano dell’obiettivo terapeutico, le manovre tendono al ripristino di Equilibrio di Fase nei Meridiani e nelle 12 Orbite Funzionali. I rimedi omotossicologici, in Omotossipuntura, vengono somministrati non necessariamente secondo le indicazioni presenti nella Ordinatio Antiomotossica, anche se in alcuni casi queste possono coincidere.
A seconda della loro composizione e quindi dalla loro qualificazione, secondo le convenzioni di valore della MTC, i rimedi omotossicologici contribuiscono in modo significativo al ripristino di Equilibrio di Fase. Dunque prima di iniziare la seduta di Omotossipuntura, il medico curante valuta il paziente secondo la Tavola delle Omotossicosi qualificata secondo le convenzioni di valore della MTC. Inoltre deve stabilire quali rimedi omotossicologici possono riequilibrare il malato e scegliere gli ingressi agopunturali opportuni e la loro sequenza. A questo scopo seguono alcune linee guida essenziali.