Sogno: la prefigurazione di una vita non corporea

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Il sonno impegna generalmente un terzo della vita umana e al suo interno il sogno assolve ad una parte rilevante delle funzioni biologiche implicate. Il sonno è un fenomeno della coscienza, che avviene preferenzialmente nella fase REM ed è caratterizzato dalla percezione di eventi vissuti come come reali dal soggetto sognante. La fase Rem o Rapid eye movement è denominata tale per l’osservazione che il sognante esprime la sua partecipazione completa agli eventi sognati attraverso un movimento rapido degli occhi che accompagna il sogno. Si osservano altrettanto  molte altre alterazioni corporali fisiologiche  come  irregolarità cardiaca, respiratoria, movimenti corporali,  variazioni della pressione arteriosa, adattamenti metabolici e ormonali coerenti con i contenuti onirici vissuti.  Una corrispondenza del sogno con la fase REM del sonno, è valutabile anche con l’elettroencefalogramma nel quale si rileva un’attività cerebrale paragonabile o equivalente a quella della veglia. Non si è potuto definire una area del cervello in cui hanno origine i sogni, ma presembilmente tutto il cervello vive il sogno esattamente come tutto il cervello vive, reagisce  e elabora la vita in stato veglia.

Un uomo in media sogna complessivamente per sei anni durante la sua vita, siddivise per circa due ore ogni notte. L’esperienza del tempo durante il sogno non è simmetrica con la veglia. Durante il sonno il tempo scorre molto diversamente sia come velocità, sia come direzione. I sogni nella fase REM non sono distinguibili dalla realtà consentendo di vivere un forte esperienza  che interagisce in modo diverso ma verosimile con il reale.  Il sistema nervoso non distingue pertanto la veglia dal sogno, se non al momento in cui avviene il risveglio. Mentre il sonno svolge funzioni di riparazione e riposo, il sogno costituisce una esperienza similare alla vita reale senza configurarne i rischi e senza sottoporsi ai suoi limiti. Tra le funzioni del sogno rientra pertanto quella di preparare l’uomo ad una vita non limitata dal corpo, ma denotata di tutte le caratteristiche del reale.  A volte capita di acquisire consapevolezza  di sognare durante un sogno. Il raggiungimento della coscienza di sognare è un avanzamento spirituale importante  che consente al sognante di manipolare a piacimento gli eventi del  sogno.  Questa esperienza è denominata sogno lucido è può essere una meta o strumento di percorsi interiori.

Altra funzione eminente del sogno è quella di far dialogare tutte le parti del sistema nervoso tra loro. Nel sogno, l’enorme bacino delle memorie e potenzialità presenti nel inconscio confluiscono nella esperienza del sognante, salvo una frequente amnesia successiva al risveglio, che non calcella però una crescita.  Il risveglio delle memorie e potenzialità enormi del cervello incoscio, consente di prefiguare soluzioni conflittuali, prevedere conflitti e rielaborare esperienze dolorose o gioiose. La vita nel sogno ha una relazione stringente con la veglia, costituendo in molti casi un avanzamento di coscienza. Molte personalità storiche hanno descritto questà possibilità. I contenuti dei sogni possono essere letti durante la veglia nel tentativo di comprendere meglio il mistero della vita. L’arte divinatoria che pretende di interpretare i sogni è l’oniromanzia. L’interpretazione dei sogni entra invece nella medicina moderna grazie a S. Freud. In tutte le medicine tradizionali però una relazione tra salute, malattia e sogno è descritta con notevole anticipo rispetto a Freud. In agopuntura i campi emozionali e le immagini espresse durante il sogno possono svelare corrispondenze con precisi tessuti, organi e conflitti implicati.  Una analisi dei sogni potrebbe completare la valutazione di ogni paziente, perchè consente un accesso a parti nella vita del malato che sfuggono alla diagnostica strumentale moderna, senza per questo cedere rilevanza.