Ipertristezza e agopuntura

Agopuntura campi emozionali ipertristezza
Agopuntura campi emozionali ipertristezza

La tristezza eccessiva o ipertristezza è per la agopuntura un’espressione disarmonica, esagerata e inefficace del campo emozionale in oggetto.  Il campo emozionale tristezza eccessiva o ipertristezza descrive una condizione per la quale il soggetto è esageratamente occupato di sé, tanto che nonostante l’introspezione non riesce ad apprezzare alcuna opportunità di cooperazione con gli altri. Egli tende a occuparsi di sé eccessivamente, privando gli altri di scambio, partecipazione o crescita. Talvolta la tristezza eccessiva determina che il soggetto si occupa di se molto prima che sia opportuno. Quest’occupazione di sé precoce e accentuata è denominata preoccupazione.

Volendo evitare il giudizio sociale, la preoccupazione di sé può talvolta essere traslata a un obiettivo socialmente accettabile. Ad esempio una mamma in ipertristezza può apparentemente preoccuparsi molto per i figli. Osservando con attenzione questi comportamenti esagerati, è possibile evidenziare quanto i figli siano solo un obiettivo secondario. La madre in tristezza eccessiva è preoccupata in fondo solo di se stessa. Per convenienza l’ipertriste impara a proiettare sé stesso su gli altri. Soggetti in iper tristezza, come tutti gli esseri umani, tendono a sviluppare inconsciamente soluzioni contro la pressione sociale. Lo ipertriste è ritenuto socialmente egoista e talvolta sanzionato. Egli sviluppa pertanto una scaltra strategia mimetica ovvero trasla la sua attitudine emotiva verso un obiettivo ritenuto socialmente meritorio. Chi potrà mai sanzionare una mamma tanto premurosa e preoccupata per i propri figli o un dottore tanto preoccupato per i propri pazienti. Con tale trasposizione l’ipertriste arriva spesso ad essere premiato socialmente. Non di meno si tratta di un disturbo che oltre a affliggere chi soffre d’ipertristezza, si rivela deleterio anche per i soggetti verso i quali è indirizzato. Infatti, quando si è concentrati su se stessi, non si può aiutare gli altri.

I discendenti di genitori in tristezza eccessiva avranno per esempio grandi difficoltà a maturare. Da adulti sarà per loro difficile provvedere da soli alla propria protezione. La loro casa potrebbe essere violabile e violata. L’ipotristezza e l’ ipertristezza sono da considerare campi emozionali con una forte capacità centripeta sui consimili. Si tratta di campi emozionali che agiscono quasi come “aspirapolveri” emotivi, risucchiando gli altri nel loro interno. I famigliari di una persona depressa o molto preoccupata confermano questa caratteristica del campo emozionale. La tristezza eccessiva è vissuta dai parenti con notevole disagio.

La sessualità del soggetto con tristezza eccessiva avviene con preoccupazione esagerata per se stesso oppure con preoccupazione esagerata del partner. Si tratta come appena descritto di diverse applicazioni dello stesso campo emozionale. Infatti, preoccuparsi esageratamente del piacere per il partner corrisponde a trascurarlo. Uno dei significati spirituali della sessualità è l’unione di biodiversità, applicazione tra le più significative del principio di cooperazione e funzionale all’ evoluzione. L’ipertriste però non riesce a vedere il partner e dunque non può veramente proteggerlo. Al contrario l’ ipertriste tende a soffocare sessualmente l’altro con un corteo impegnativo di attenzioni o di richieste.

Generalmente dopo una relazione sessuale, il partner dell’ipertriste tende a volersi defilare suscitando però se possibile ancor più preoccupazione. La culminante di questa espressione sessuale porta alla ricerca di godimento tramite un soffocamento non solo metaforico. Il piacere sessuale è ricercato per il tramite di una forte compressione della libertà respiratoria sia richiesta che somministrata. La sessualità praticata in alta quota o nelle profondità del mare sono varianti socialmente più presentabili, ma altrettanto significative. La sessualità dell’ipertriste non è particolarmente feconda. Occuparsi di se stessi non coincide con donarsi agli altri. La maternità è dunque inconsciamente rifiutata. L’ipertristezza o tristezza eccessiva determina inoltre una serie inesauribile di preoccupazioni nella vita, per le quali è meglio rimandare paternità o maternità.

Le preoccupazioni non sono solo a tematica sessuale ma coinvolgono tutte le sfere della vita. La fiducia nel prossimo è ridotta al minimo e l’ipertriste non riesce mai a contenere il suo pessimismo. Egli è incapace di occuparsi di sé e pertanto ritiene che nessuno si occuperà bene di lui. La preoccupazione in ipertristezza è priva di utilità e vantaggi perché cede inesorabilmente all’occorrenza. L’ipertriste finisce così per realizzare tutti gli scenari immaginati dalla sua preoccupazione. Tipico dei genitori troppo preoccupati sono infatti comportamenti incomprensibilmente distratti sulle cose veramente essenziali. I figli di genitori ipertristi sono a tutti gli effetti figli trascurati se non addirittura rifiutati. L’ipertristezza, infatti, coincide con il più drammatico isolamento dagli affetti. L’ipertriste in fondo non vuole relazione, se non con sé stesso. Egli non realizza una solitudine positiva e di crescita, ma è semplicemente allontanato dagli altri.

Il campo emozionale  espresso dal paziente è oggetto di interesse  nell’ agopuntura.   Per l’ agopuntura la comprensione di una patologia  si esercita anche nell’analisi delle emozioni e dei comportamenti impegnati dal malato nella malattia.  Il pregio del trattamento con agopuntura risiede nel fornire uno strumento  di terapia privo di effetti collaterali che aiuta il paziente anche in una crescita coscienziale e pacificazione emozionale.   La cura  e il trattamento della malattia diventa in agopuntura una presa in carico della persona per i suo aspetti somatici e per la crescita che ogni sofferenza implica nel malato.  Anche se si applica l’ agopuntura  considerando i campi emozionali, è  sempre necessaria una valutazione dei sintomi espressi, degli  esami clinici ai fini di  una corretta  diagnosi clinica. La considerazione in terapia  dei campi emozionali serve a distinguere le cause contingenti della malattia, dalle emozioni implicate e implicanti. Il trattamento tramite agopuntura è pertanto sempre e comunque un atto medico, il quale deve essere competente sia nella medicina tradizionale, sia nella medicina moderna. L’ iscrizione presso l’ Ordine dei Medici e presso il Registro dei medici che praticano l’ agopuntura sono una indicazione sulla qualità della formazione ricevuta dell’operatore. La agopuntura non si contrappone ne sostituisce le linee guida della medicina convenzionale. Al contrario l’ agopuntura stabilisce con esse una virtuosa sinergia e una straordinaria opportunità anche a livello di prevenzione.

Dott. Fabio Elvio Farello, Agopuntura a Roma